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Virtual try-on su foto: come funziona e quando conviene

16 ottobre 2026

Sulla pagina prodotto il cliente vede il capo su una modella, su un manichino o steso su uno sfondo bianco. Quello che si chiede però è un'altra cosa: come starebbe addosso a me. Finché non trova una risposta, resta il dubbio, e il dubbio porta a rimandare l'acquisto o a ordinare pensando già al reso.

Il virtual try-on nasce per rispondere a questa domanda. Esistono approcci diversi, e non tutti chiedono lo stesso sforzo al cliente. In questo articolo vediamo come funziona il try-on su foto, cosa serve per farlo rendere bene, quali domande porre sulla privacy e in quali casi ha senso introdurlo.

Cosa vuole vedere il cliente prima di comprare

Chi compra moda online non cerca solo informazioni tecniche. Cerca di immaginarsi con il capo addosso. Le domande che si fa sono semplici e molto personali:

  • Il colore mi sta bene? Una tonalità che funziona sulla modella può non funzionare con la propria carnagione.
  • Come cade sulla mia figura? La stessa giacca dà un'impressione diversa su corporature diverse.
  • Si abbina al mio stile? Il cliente vuole capire se il capo è coerente con il modo in cui si veste di solito.
  • Mi riconosco nell'immagine? Vedere il capo su una persona molto diversa da sé rende più difficile decidere.

Le foto di catalogo, anche quando sono ben fatte, rispondono solo in parte. Mostrano il capo nel modo migliore possibile, ma su qualcun altro. Il virtual try-on prova a colmare questa distanza.

Try-on su foto e altri approcci

Con il termine virtual try-on si indicano soluzioni molto diverse tra loro. In modo generico si possono distinguere tre strade.

  • Avatar costruiti dalle misure. Il cliente inserisce i propri dati o sceglie una figura, e il capo viene mostrato su un corpo ricostruito. Richiede un po' di configurazione e il risultato è una rappresentazione, non la persona reale.
  • Prova con la fotocamera in tempo reale. Il capo viene sovrapposto all'inquadratura del cliente. Serve una fotocamera, una buona luce e spesso un'app o permessi specifici sul dispositivo.
  • Try-on su foto. Il cliente carica una propria foto e riceve un'immagine in cui indossa il capo. Non deve misurarsi, non deve configurare nulla e non deve stare davanti alla fotocamera.

Il vantaggio del try-on su foto è la semplicità. Il cliente fa una cosa che sa già fare, cioè scegliere una sua foto, e vede il risultato su di sé. Per molti negozi è il punto di partenza più naturale, perché non chiede al cliente di imparare nulla di nuovo.

Va detto con chiarezza cosa non fa: un'immagine generata mostra l'aspetto del capo indossato, non sostituisce un suggerimento di taglia. Per la taglia serve uno strumento dedicato, che lavori sulle misure del capo.

Quali immagini prodotto funzionano meglio

La qualità del risultato dipende molto dalle immagini di partenza. Non servono shooting speciali, ma alcune attenzioni aiutano parecchio.

  • Packshot puliti. Sfondo uniforme, nessun oggetto di scena, il capo ben separato dal fondo.
  • Capo interamente visibile. Maniche, colletto, orlo e chiusure devono stare dentro l'inquadratura, senza tagli.
  • Una sola referenza per immagine. Se nella foto compaiono più capi, è più difficile capire quale va provato.
  • Luce neutra e colori fedeli. Il colore che il cliente vedrà su di sé deve essere quello del capo reale.
  • Buona risoluzione. Tessuti, stampe e dettagli si leggono meglio se l'immagine originale è nitida.
  • Coerenza nel catalogo. Se le foto di una collezione seguono le stesse regole, anche i risultati sono più omogenei.

Vale la pena dare qualche indicazione anche al cliente sulla propria foto: figura intera o mezzo busto ben visibile, buona luce, posa frontale e abiti non troppo voluminosi. Bastano due righe accanto al pulsante di caricamento.

Privacy: cosa chiedere al vostro fornitore

Con il try-on su foto il cliente vi affida un'immagine di sé. È un dato personale e va trattato con attenzione. Prima di scegliere qualsiasi soluzione, compresa la nostra, conviene avere risposte chiare a queste domande:

  • Per quanto tempo viene conservata la foto del cliente, e dove?
  • La foto o l'immagine generata vengono usate per addestrare modelli?
  • Il cliente può chiedere la cancellazione, e in che modo?
  • Chi ha accesso alle immagini, e con quali controlli?
  • Cosa viene comunicato al cliente prima del caricamento, e come viene raccolto il consenso?
  • Come sono aggiornate la vostra informativa privacy e la documentazione contrattuale con il fornitore?

Le risposte vanno messe per iscritto e riportate in modo comprensibile anche al cliente finale. Una spiegazione chiara accanto al caricamento della foto aumenta la fiducia e riduce i dubbi.

Quando conviene

Il try-on su foto non è utile allo stesso modo per ogni catalogo. Ha più senso in alcune situazioni:

  • Capi in cui l'aspetto conta molto, come abiti, capispalla, maglieria e capi con colori o stampe particolari.
  • Collezioni con molte varianti colore, dove il cliente fatica a scegliere guardando solo le foto prodotto.
  • Clienti che comprano soprattutto da smartphone, per cui caricare una foto è un gesto naturale.
  • Cataloghi con immagini prodotto già ordinate, perché il lavoro di preparazione è ridotto.

Come per ogni strumento sulla pagina prodotto, l'effetto va misurato. Il consiglio è partire con un test A/B su una parte del catalogo o del traffico e guardare insieme conversioni, tempo sulla pagina e resi, tenendo conto che i resi arrivano settimane dopo l'acquisto.

Come lo fa We Wear con FitFlow

FitFlow è il virtual try-on su foto di We Wear. Servono solo due immagini: quella del prodotto e la foto del cliente. L'AI genera un'immagine fotorealistica in cui il cliente indossa il capo. Non ci sono misure da inserire, avatar da configurare né fotocamera AR da attivare.

FitFlow funziona nel browser, anche da smartphone, senza installare app. Lavora a partire dal feed prodotto che avete già, per esempio quello di Google Shopping, di Meta o un file CSV, quindi non serve preparare un catalogo a parte.

Si può usare insieme a SizeFlow, il nostro suggeritore di taglia: FitFlow mostra come sta il capo, SizeFlow indica quale taglia prendere. Le due risposte insieme coprono i dubbi principali del cliente sulla pagina prodotto.

Se volete vedere FitFlow sui vostri prodotti, prenotate una demo di 30 minuti.

Domande frequenti

Che cos'è il virtual try-on su foto?

È un sistema in cui il cliente carica una propria foto e riceve un'immagine in cui indossa il capo scelto. Non deve inserire misure, configurare un avatar o usare la fotocamera in tempo reale.

Quali immagini prodotto servono per il try-on su foto?

Funzionano meglio packshot puliti su sfondo uniforme, con il capo interamente visibile, una sola referenza per immagine, luce neutra, colori fedeli e buona risoluzione.

Come funziona FitFlow?

FitFlow usa solo due immagini, quella del prodotto e la foto del cliente, e l'AI genera un'immagine fotorealistica del cliente con il capo addosso. Funziona nel browser anche da smartphone, senza app, parte dal feed prodotto (Google Shopping, Meta, CSV) e si può usare insieme a SizeFlow per la taglia.

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