Come preparare le foto prodotto per l'AI · We Wear

Scritto da We Wear | Oct 17, 2026, 3:59:41 PM

Le immagini generate con l'AI sono buone quanto le foto da cui partono. Un packshot sfocato, con luce irregolare o un dettaglio nascosto, produce varianti con gli stessi difetti, a volte amplificati. Preparare bene le foto di partenza è il modo più semplice per ottenere risultati da pubblicare senza ritocchi.

In questa guida vediamo che tipo di foto servono, come scattarle e cosa controllare dopo.

Packshot, flat lay e manichino invisibile

  • Packshot: il capo fotografato da solo, su sfondo neutro.
  • Flat lay: il capo disteso in piano e fotografato dall'alto.
  • Manichino invisibile (ghost): il capo fotografato su manichino, che viene poi rimosso in post-produzione per mostrare volume e vestibilità.

Tutti e tre possono essere un buon punto di partenza. L'importante è che lo stesso tipo di foto sia usato in modo coerente in tutta la collezione.

Quali viste servono

Fronte e retro sono il minimo. Per i capi con dettagli importanti servono anche primi piani: tasche, colletti, cuciture particolari, stampe e loghi. Un dettaglio che non compare nella foto di partenza non può comparire correttamente nell'immagine generata.

Luce, sfondo e risoluzione

  • Luce uniforme, senza ombre dure né riflessi sui tessuti lucidi.
  • Sfondo pulito e neutro, che renda facile separare il capo.
  • Risoluzione alta e messa a fuoco su tutto il capo.
  • Colore fedele: è il punto più delicato, conviene controllarlo con il campione fisico.

Cosa controllare dopo la generazione

Ogni immagine va rivista prima di andare online. I punti da guardare sono sempre gli stessi: colore e tessuto rispetto al capo reale, loghi e stampe leggibili e corretti, cuciture, bottoni e zip al posto giusto, vestibilità plausibile per quel modello.

Le regole dei canali di vendita

Sito, marketplace e social chiedono formati e proporzioni diverse, e alcuni marketplace hanno regole precise sullo sfondo e sulla posizione del prodotto. Partire da foto pulite permette di ricavare tutti i formati necessari dalla stessa immagine.

Un controllo prima di caricare

Prima di caricare un lotto di foto vale la pena controllare tre cose: che siano tutte dello stesso tipo, che ci siano tutte le viste previste e che i nomi dei file permettano di collegarle alla referenza giusta.

Abbiamo scritto anche quando conviene usare l'AI e quando restare sullo shooting, nella guida sulle foto prodotto con l'AI. I dettagli del modulo sono nella pagina di AI Studio, che parte proprio dai packshot che avete già.

Domande frequenti

Quali foto servono per generare immagini prodotto con l'AI?

Packshot, flat lay o foto su manichino invisibile vanno bene, purché lo stesso tipo sia usato in modo coerente in tutta la collezione, con almeno fronte, retro e i dettagli importanti.

Cosa controllare nelle immagini generate?

Colore e tessuto rispetto al capo reale, loghi e stampe corretti, cuciture, bottoni e zip al posto giusto e una vestibilità plausibile per quel modello.

Da quali foto parte AI Studio?

Dai packshot che il brand ha già: foto ghost o in piano del catalogo, caricabili anche in blocco.