Chi decide di mettere un configuratore 3D sul proprio sito di solito ha già dei file 3D: quelli della progettazione. Il problema è che un file CAD è fatto per costruire il prodotto, non per mostrarlo in un browser. Prima di arrivare online serve un passaggio di preparazione.
In questa guida vediamo perché il CAD non va sul web così com'è, quali formati si usano e come organizzare i modelli per la configurazione.
Perché il CAD non va sul web così com'è
I modelli di progettazione sono pensati per la precisione: contengono parti interne, viti, dettagli che il cliente non vedrà mai, e una geometria molto pesante. In un browser, soprattutto da telefono, un modello così si carica lentamente o non si carica affatto. Per il web serve un modello più leggero che mantenga l'aspetto del prodotto.
Ridurre la geometria
Il primo lavoro è togliere ciò che non si vede e semplificare le superfici dove il dettaglio non serve. L'obiettivo è un modello che resti fedele visivamente ma che pesi molto meno dell'originale. Le parti che il cliente guarderà da vicino, come cuciture o finiture, possono mantenere più dettaglio delle altre.
I formati: GLB, glTF e OBJ
- GLB e glTF sono i formati più diffusi per il 3D nel browser: contengono geometria, materiali e texture in modo compatto.
- OBJ è un formato più semplice e molto diffuso, utile come passaggio intermedio.
- I formati CAD vanno convertiti in uno dei precedenti prima di andare online.
Materiali e texture
Un configuratore mostra lo stesso prodotto in tessuti, pelli, colori e finiture diverse. Per questo i materiali vanno preparati come una libreria: ogni materiale con le sue texture, applicabile alle parti del modello senza rifare il modello ogni volta.
Struttura e nomi pensati per la configurazione
Ogni parte che il cliente può cambiare deve essere un elemento separato del modello, con un nome chiaro: «scocca», «cuciture», «base», «tasca». Una struttura ordinata rende semplice collegare le opzioni del configuratore alle parti giuste e aggiungere varianti in seguito.
Aggiornare il catalogo nel tempo
Un configuratore vive a lungo: arrivano nuovi modelli, nuovi materiali, nuove opzioni. Tenere una libreria di materiali condivisa e regole di denominazione costanti rende ogni aggiornamento un lavoro piccolo invece di un nuovo progetto.
Con Config3D si parte dai vostri modelli 3D, per esempio GLB o OBJ, oppure dai file CAD, che convertiamo noi; se i modelli non ci sono, il nostro team li realizza da schede tecniche o fotografie. Per i progetti fuori dalla moda trovate anche la guida sul configuratore 3D per arredo e macchinari.
Domande frequenti
Si può usare il file CAD direttamente in un configuratore web?
Di solito no: contiene parti interne e una geometria pesante. Va semplificato e convertito in un formato per il web come GLB o glTF.
Quale formato 3D usare per il web?
GLB e glTF sono i più diffusi per il 3D nel browser perché contengono geometria, materiali e texture in modo compatto; OBJ è utile come passaggio intermedio.
Da quali file parte Config3D?
Dai modelli 3D del brand, per esempio GLB o OBJ, oppure dai file CAD che converte il team We Wear; se mancano, i modelli si realizzano da schede tecniche o fotografie.